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Linee guida tecniche 12
Analisi di rischio
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L'analisi di rischio è uno strumento tecnico di supporto alle decisioni, affidabile, scientifico e rigoroso, che prevede una serie di passaggi standardizzati (National Academy of Science, 1983, U.S. Environmental Protection Agency, 1993).La normativa italiana (allegato 4, punto II.4 del DM. 471/1999) considera l'analisi di rischio come criterio di valutazione da utilizzare nel caso in cui i valori tabellari stabiliti dalle Tabelle dell'Allegato 1 del d.m. 471/1999 non possano essere raggiunti "nonostante l'applicazione...delle migliori tecnologie disponibili a costi sopportabili ".
Per come l'analisi di rischio è concepita nella legislazione italiana, risulta che tale strumento può essere utilizzato solamente a supporto degli interventi di bonifica con misure di sicurezza e messa in sicurezza permanente.Ciò che rimane comune dell'analisi di rischio nei differenti panorami normativi europei o statunitensi è l'approccio metodologico.

Il rischio R può essere descritto dall'espressione simbolica:

R = P * V * Va

In cui
P è la pericolosità (sorgente),
V la vulnerabilità (percorso) e
Va il valore del bene esposto ad un danno (bersaglio).

Per quanto attiene il punto di vista tossicologico, il rischio delle sostanze cancerogene è:

R × = EF E

dove il rischio R rappresenta la probabilità di casi incrementali di tumore nel corso della vita causati dall'esposizione alla sostanza.

Per le sostanze non cancerogene:

HI = TDI E

dove HI (Hazard Index) è un indicatore del rischio che esprime di quanto l'esposizione alla sostanza supera la dose tollerabile o di riferimento (TDI o RfD ).
Sia per R che per HI valgono le proprietà additive nel senso che il rischio dovuto a più sostanze, appartenenti alla stessa categoria, o a più vie di esposizione e con gli stessi effetti, deve essere sommato.L'analisi di rischio si conclude con il confronto con i criteri di accettabilità che, per le sostanze tossiche, coincide comunemente con il non superamento della TDI o RfD ( HI=1), mentre per le sostanze cancerogene prevede il non superamento di un valore generalmente compreso nell'intervallo 10 -6 a 10 -4 (probabilità di casi incrementali di tumore nel corso della vita) che viene stabilito da ciascun Paese a livello istituzionale.

In alcuni Paesi, per tenere conto della presenza di altre possibili sorgenti di esposizione alle sostanze tossiche, diverse dai suoli/siti contaminati, la E stimata viene confrontata con una frazione del TDI.


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